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Si…viaggiare!!!

novembre 22, 2009
Ho un volo per Londra, in partenza da Ancona, alle 13.30 del 16 dicembre. Solo andata. Il progetto è quello di restare fuori, spostandomi principalmente tra Cornovaglia e Devon, almeno per un anno.
E pensare che all’inizio volevo andare a Dublino…sin dall’anno scorso, da marzo, dopo un week end passato nella capitale irlandese, mi ero ripromesso che appena possibile mi sarei trasferito là, per qualche tempo. La città la conoscevo, sapevo che, come in Irlanda in generale, la situazionone economica era buona, era facile trovare ogni tipo di lavoro di cui si era alla ricerca. Sulla vivibilità di Dublino poi non avevo dubbi, semplicemente mi sentivo a casa. Il desiderio, la curiosità, il bisogno di partire per un lungo periodo era sempre più forte, niente mi impediva di farlo, e l’idea di trasferirmi in Irlanda mi sembrava fantastica.
Poi c’è stata la ormai famosa crisi economica, nell’autunno dello scorso anno. Le notizie da Dublino non erano buone. Sembrava che le cose andassero proprio male, addirittura molte persone se ne stavano andando, dopo anni di imigrazione, la gente tornava al proprio Paese. Trovare lavoro era più difficile, gli stipendio scendevano mentre il costo della vita restava caro.Tutto questo è bastato a mettere in discussione il mio progetto…
In realtà avevo già trovato informazioni sul web di un ragazzo che aveva viaggiato in Irlanda e in Regno Unito facendo del volontariato in aziende biologiche, tramite il WWOOF. Conoscevo già questa realtà, ero stato un week end in Toscana in un azienda iscritta al circuito e ne ero stato impressionato molto positivamente.
Quindi ho provato a contattare un’azienda nel Donegal, trovando i contatti tramite il blog di questo viaggiatore irlandese, chiedendo ospitalità, la risposta è arrivata subito, purtroppo era negativa.
Col passare ho cominciato a chiedermi se un cambio drastico di stile di vita e abitudini fosse necessario, per l’esperienza che volevo fare all’estero. Qui ho i miei interessi, le mie abitudini, anche alimentari, ho forti convinzioni in cui credo e che in qualche modo condizionano la mia vita quotidiana, il mio stile di vita, appunto. Quello che volevo fare avrebbe dato un taglio netto a tutto questo, per qualcosa di imprecisato.
Ho iniziato a cercare realtà, in Irlanda, relative all’economia alternativa, alla sostenibilità, al mondo del biologico.
Poi una sera il destino ha fatto la sua parte: leggendo una rivista mai letta prima, messa a disposizione del gruppo d’acquisto di cui faccio parte da Legambiente, per caso ho trovato un articolo su Totnes, una cittadina di poche migliaia di abitanti nel Devon, il primo esempio di Transition Town nel mondo. La cosa mi è sembrata subito interessante, almeno curiosa, e ho iniziato a cercare notizie su internet, anche direttamente, tramite couchsurfing. Sembrava un posto davvero speciale, a partire dalla sua storia antica, alla presenza di una comunità hippye negli anni ’60, di un importante College, di una vita piuttosto animata e di questo gruppo di persone intente a progettare una città diversa, attenta ai cambiamenti climatici e indipendente quanto più possibile dal petrolio. Era lì che volevo andare.
Nel frattempo ho avuto diversi mesi per organizzare il viaggio. Mi sono iscirtto al WWOOF del Regno Unito, prima di tutto, ed ho trovato ospitalità quasi per tutto il 2010. Per il momento ho scelto quattro aziende, tutte molto diverse una dall’altra, in ognuna delle quali trascorrerò periodi piuttosto lunghi, da un mese a tre mesi. Ho preferito soggiorni di questa durata sia per avere il tempo di imparare e di adattarmi alle necessità delle aziende, sia per stabilire rapporti di amicizia con chi mi ospita, sia infine per evitare inutili spostamenti.
Per iniziare comunque sarò ospite di un ecovillaggio, per due mesi, in un paese vicino Oxford. Si tratta di una comunità, una sorta di co-housing, il cui obiettivo tende alla sostenibilità, all’autosufficienza, ma anche alla convivialità tra i membri. Questo ecovillaggio credo sia organizzato in gruppi, ognuno con una mansione e delle responsabilità. E’ prevista la partecipazione di volontari provenienti dall’estero, che in cambio di un aiuto nelle mansioni richieste per alcune ore al giorno, hanno in cambio vitto e alloggio. Visto che nella rete di economia solidale marchigiana da un pò si parla di ecovillaggi, e dato che probabilmente per me sarà un ottima occasione per migliorare velocemente il mio inglese, ho deciso di chiedere ospitalità. Con una maggior padronanza della lingua sarà più utile anche trasferirmi a Totnes per qualche mese, nella primavera del prossimo anno, per saperne di più sulle città in transizione, magari dare una mano, e cercare anche un lavoro…in prospettiva, non si sa mai!!!Comuque, dopo più di un mese, quando ormai mi ero organizzato diversamente, mi hanno risposto da Braziers accettando la mia richiesta. Quindi il 16 dicembre si parte, destinazione Wallingford.

1st step:
http://www.braziers.org.uk

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novembre 22, 2009

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